La cultura (non) fa sistema ma fa a cazzotti

La cultura (non) fa sistema ma fa a cazzotti

La cultura gestita dalle istituzioni della provincia di Frosinone è, diciamo così, in profonda ‘riflessione’, e sarebbe il tempo di fare il punto della situazione alla luce degli eventi di questi anni, a partire dalla situazione del capoluogo.

La bocciatura delle istituzioni bibliotecarie della zona centro nord della provincia dalla selezione del bando “LA CULTURA FA SISTEMA  Avviso pubblico a favore dei sistemi di biblioteche, musei e archivi storici”,  promosso dalla regione Lazio assessorato alla Cultura e Politiche giovanili, è un risultato purtroppo che viene da lontano: dal forte ridimensionamento, qualche mese prima dall’ Accreditamento dei Servizi culturali (Biblioteche e Musei di Enti Locali e di interesse locale) nell’Organizzazione Bibliotecaria Regionale (O.B.R.) per l’anno 2017 (L.R. 24 novembre 1997, n. 42.).  Tale accreditamento, si legge in delibera N. G12942 25/09/2017, si è reso necessario alla luce della riforma delle province.

Dunque la Regione ha (ri)chiesto alle biblioteche pubbliche e private di dimostrare i requisiti della sede, degli allestimenti, del patrimonio librario e della catalogazione, l’orario di apertura, la dotazione di adeguato personale, insomma caratteristiche che tutti pensano ovvie e di vasta accessibilità.

A ottobre la Regione Lazio emette i verdetti (1 e 2). A fronte di almeno 90 biblioteche in 47 comuni che si dichiarano o si sono dichiarate tali, tra quelle pubbliche, solo Alatri, Aquino, Atina, Boville, Frosinone, la provinciale, Giuliano di Roma, Pignataro Interamna, S.Andrea sul Garigliano, Sant’Elia Fiumerapido, Serrone, Sant’apollinare, Sora e Veroli sono state accreditate. Pesante  è stata invece l’esclusione delle altre strutture pubbliche.

Del Sistema Valle del Sacco solo Alatri, Boville Ernica, Giuliano di Roma, Serrone e Veroli sono state accreditate (5 su 19).  Per la maggior parte di quelle non accreditate, tra le quali Ferentino, non risulta essere stata presentata domanda. Ceccano, motore del sistema fino all’avvento della attuale amministrazione, ora in grande affanno, non è riuscita ad accreditarsi! Anagni nonostante rimanga un faro per tutti esce dall’accreditamento per motivi di orari, insieme ad altre biblioteche che stavano in OBR nel 2015 o perché non hanno proprio inoltrato la domanda o perché l’orario di apertura è risultato insufficiente: Anagni, appunto, Pofi, Ceprano, Fiuggi, Morolo, Paliano, Ceccano, Vallecorsa, Villa Santo Stefano. Nel sistema della Valle dei Santi solo 6 biblioteche su 12 superano l’esame regionale. Però una parte di queste cmq riuscirà ad entrare nel finanziamento regionale!

Insomma una situazione non brillante di cui solo Frosinone città si salva con il riconoscimento di quatto soggetti cittadini sia pubblici (la biblioteca comunale Turriziani e la provinciale Bragaglia, oltre al Museo archeologico) e privati (l’ass.Oltre l’Occidente)

Vera gloria per la città? Qualche dubbio ci viene….  Qualche anno fa l’amministrazione attuale decise di uscire dalla Associazione Valle del Sacco. rete di biblioteche che cercano insieme di costruire una organizzazione equilibrata sul territorio sostenendosi e sostenendo le biblioteche più piccole. Non sono note le specifiche motivazioni. In ogni caso è stata una rinuncia. La biblioteca del capoluogo invece di farsi carico di una eventuale rivisitazione della rete ponendo sul piatto il proprio peso politico, giudica evidentemente zavorre stare insieme ad altre biblioteche, che ritiene evidentemente ‘problematiche’.

Dopo tale scelta, l’Amministrazione con delibera di Giunta n. 217/2013 prevedeva il trasferimento della biblioteca comunale all’interno di  locali più adeguati: il polivalente. Come tutti sanno, ciò non è avvenuto e lo spazio del polivalente è ad un passo dall’essere trasformato in una palestra pugilistica, nel solco della idea che l’amministrazione ha della cultura: te la sbatto in faccia, ti piaccia o non ti piaccia!

Ma perché il bando regionale vede esclusi i progetti presentati da tutte le istituzioni della zona centronord? Forse non poteva essere altrimenti visto le richieste della regione Lazio: valorizzare i sistemi culturali già costituiti o incoraggiarne di nuovi; evidenziarne il ruolo e accrescerne l’accessibilità; coinvolgere associazioni e comunità ecc. E chi fa sistema da queste parti? Il comune di Frosinone brillantemente solo? La Provincia che faticosamente sta uscendo da un auto isolamento durato decenni? il sistema bibliotecario Valle del Sacco che si  è avvitato in un effetto domino abbandonato dalle politiche delle amministrazioni locali?

Insomma un quadro non proprio idilliaco, soprattutto senza un orizzonte verso cui tendere e su cui lavorare. Quale via d’uscita si potrebbe immaginare quando la cultura è abbandonata senza sostegno: chi ha forza di mantenere i presidi di cultura costruiti faticosamente negli anni e chi rielabora necessari servizi per misurarsi adeguatamente nell’appiattimento della sintesi tecnologica? Era su questo che la Regione Lazio chiedeva di misurarsi. Ed è un tema che inevitabilmente si riproporrà.

Paolo Iafrate