A 40 anni dalla legge Basaglia

L’associazione Oltre l’Occidente propone alcuni momenti di riflessione e iniziative che prevedono l’uso del cinema e degli audiovisivi come momento di prevenzione del disagio sociale e della marginalizzazione sul problema della salute mentale a 40 anni dalla legge 180, calando tale riflessione nella realtà territoriale: la provincia di Frosinone

L’Associazione lavora fin dalla sua nascita anche nel campo della salute mentale con intensa collaborazione con il centro diurno Orizzonti Aperti afferente al DSMPD della ASL di Frosinone. La collaborazione nacque proprio con una serie di cineforum che venivano organizzati, a seconda degli anni,  nella sede del centro diurno o nella sede dell’associazione. A ciò hanno fatto seguito dibattiti, incontri, pubblicazioni nonché progetti strutturati per persone con disagi psichici per reinserimenti lavorativi presso i locali dell’associazione a sostegno del progetto biblioteca.

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La salute mentale e il benessere sono al centro della qualità di vita delle persone e della società. La stessa UE ha messo in evidenza l’importanza della salute mentale nella realizzazione di misure pratiche in questi ambiti. La discriminazione e l’esclusione sociale delle persone con problemi mentali e delle loro famiglie sono la conseguenza sia del disordine mentale che dello stigma, dell’allontanamento e dell’esclusione dalla società.

E’ importante organizzare campagne di informazione pubblica e di sensibilizzazione attraverso i media, Internet e le istituzioni che incrociano i bisogni dei cittadini al fine di promuovere la salute mentale, di aumentare le conoscenze, di destigmatizzare i disturbi mentali e favorire la ricerca della migliore e più efficace risposta. Tutte queste azioni sono a sostegno e favoriscono il protagonismo degli utenti.

I media svolgono un ruolo cruciale nell’influenzare la percezione dell’omologante concetto di normalità, che toglie spazio alla rappresentazione individuale di sé e della propria irriducibile diversità. Sarebbe auspicabile che i soggetti destinatari di stigma o di esclusione si riappropriassero della conoscenza di tali strumenti e ne facessero un uso di promozione dei diritti.

A 40 anni di distanza dalla legge 180 si vorrebbe affrontare, così come Basaglia aveva avvertito, il problema del disagio psichico nella società, evidenziandone il suo aggancio appunto sociale. La nostra realtà è affondata in un terreno profondamente contraddittorio e la conquista della libertà del malato deve coincidere con la conquista della libertà dell’ “intera comunità”.

«La chiusura del manicomio è  stato il più grande atto di ecologia della mente  nel nostro secolo, reso possibile da precisi fattori politici, psicoanalitici, psicofarmacologici, perché ha reso reversibili processi che sembravano irreversibili. Incomprensibilità, irrecuperabilità, incurabilità della follia si stanno trasformando in possibile comprensione, recupero, guarigione» (Paolo Tranchina).

Perché cinema e salute mentale? Il cinema consente allo spettatore di immedesimarsi, emozionarsi, esprimersi: cinema come conoscenza di sé e dell’altro da sé. Permette di prendersi cura dei legami sociali. Attraverso le immagini e le emozioni della storia messa in scena, si ampliano le proprie prospettive e si conoscono storie di vita diverse: il cinema è uno spazio di confronto e di crescita, è condivisione di esperienze emotive e cognitive, è elemento di aggregazione; consente di comprendere realtà apparentemente distanti dalla propria. La partecipazione sociale ad un contesto culturale, come quello di una rassegna cinematografica, favorisce lo sviluppo del sentimento di appartenenza ed identità sociale ovvero di cittadinanza.

Ma non solo fruizione… Accanto alla proiezione dei film, ci sarà contestualmente la nascita di una redazione nel centro diurno per gestire un blog già nato, ‘unlocked’, recuperando non solo la scrittura ma anche materiale audio/video a seguito di un corso di preparazione alle riprese e al montaggio. Tale redazione organizzerà e supporterà tecnicamente i dibattiti conseguenti ai film sui temi della salute mentale. Verranno aperti spazi sui social network che consentiranno l’autorappresentazione e la capacità di cogliere attraverso uno strumento, quale quello degli audiovisivi, aspetti non facilmente individuabili senza la necessaria sensibilità.