Presentazione della biblioteca della Casa Circondariale

LA BIBLIOTECA COME DIRITTO E COME SERVIZIO. Presentazione della biblioteca della Casa circondariale di Frosinone

L’Associazione Oltre l’Occidente sta contribuendo a svolgere nella biblioteca della Casa Circondariale di Frosinone un lavoro di risistemazione della biblioteca generale, già presente ma chiusa e non utilizzata.

Il lavoro ha avuto inizio dalla fine del 2017 nell’ambito del progetto ‘Costruire Memoria’ con lo scopo di restituire dignità e visibilità a settori socialmente critici, a partire da una più ampia offerta e da una serie di azioni culturali che avvicinino maggiormente il pubblico detenuto al libro e alla lettura. Con l’intenzione di contribuire a diffondere la lettura e la scrittura quale attività trasversali a tutte le conoscenze, come strumento di cittadinanza e di inclusione sociale.

Si è lavorato per una catalogazione più vicina agli standard delle biblioteche istituzionali a cominciare da una più precisa informatizzazione ed anche una riorganizzazione fisica degli spazi, consentendo un più facile accesso al prestito con la stampa di un catalogo. Molti detenuti hanno collaborato e collaborano, anche con un servizio di consegna e ritiro dei testi.

Sabato 6 aprile alle ore 10 presso la Casa Circondariale avverrà una presentazione di questo lungo lavoro. Oltre alla meritata considerazione di tutti coloro che vi hanno contribuito, l’incontro potrebbe rappresentare l’inizio di una modalità di coinvolgimento più utile agli utenti che finalmente potranno accedere al catalogo per scegliere più diffusamente le letture.

Il carcere per motivi immaginabili è un luogo di lettura, ma non ci si aspetterebbe di trovarvi lettori esperti e preparati, se non addirittura accaniti. Ciò rivela una condizione di ‘apertura’ culturale che lascia pensare, e che si somma ad una profonda, anche se spesso difficile, esperienza di vita: la percentuale ad esempio di persone che hanno viaggiato e che conoscono lingue straniere è alta.

Il carcere è sì un luogo di pena, che inevitabilmente si somma ai luoghi dell’esclusione di questa società, ma differenti sono le motivazione per le quali si commette un reato, differenti sono i percorsi carcerari, e differenti sono i cammini una volta tornati liberi.

Nei percorsi carcerari sono indispensabili e non secondarie azioni di restituzione della cittadinanza sociale con attività di inclusione, proprio in attesa di un ritorno nella piena autonomia e indipendenza della propria esistenza. La cultura, strumento con il quale conosci e ti avvicini all’altrui esistenza, è un veicolo fondamentale. Così come l’istruzione che in carcere fra mille difficoltà è presente con vari corsi, è una delle colonne portanti della integrazione.

La giornata, il cui accesso purtroppo è ad inviti, è articolata in modo che alcune delle attività presenti nel carcere si confrontino, appunto, per suggellare l’importanza di remare nella stessa direzione e a formare rete.

L’intervento della Dirigente della Casa Circondariale aprirà la giornata, nella quale saranno illustrate le scelte e l’impegno del personale, a partire da quello dell’area educativa che ha svolto e svolge un lavoro decisivo nel ridare aria alla biblioteca e nel fornire lo spazio necessario. La disponibilità e la pazienza del personale di vigilanza, pur nelle difficoltà a causa del ridotto numero, è stato decisivo nel mantenimento dell’apertura della biblioteca.

La dirigente Maria Incoronato del CPIA8 Frosinone tratterà proprio de “La Scuola in carcere: istruzione e percorsi di reinserimento Scolastico”, con interventi degli alunni tra i quali vi sono coloro che hanno contribuito alla risistemazione della biblioteca.

Nella direzione di creare sinergie interverranno il direttore della biblioteca comunale “Turriziani” di Frosinone, Angelo D’Agostini, che presenterà il lavoro che svolge una biblioteca, mentre Fabio De Grossi illustrerà “La rete bibliotecaria di Roma Capitale”, nella cui rete vi sono le biblioteche dei carceri di Roma.

A suggello dell’iniziativa vi sarà la presenza e l’intervento del Garante Diritti Detenuti del Lazio sempre attento alle dinamiche territoriali e soprattutto vicino ai detenuti.

Non per ultimi interverranno gli utenti e i collaboratori della biblioteca che insieme al personale docente della scuola hanno anche preparato lavori e riflessioni sul tema.

 

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