Assemblea pubblica sul bilancio

Dall’ultimo documento della Corte dei Conti  7/2020  sulla tenuta  finanziaria del  Comune di Frosinone, si apprende che  nel 2018 la situazione debitoria dell’ente è rimasta identica, se non peggiorata rispetto al 2013, anno in cui il Comune di Frosinone concordò  il piano di rientro. Ciò significa che, nonostante la totale spoliazione dei diritti dei cittadini, vessati da tagli ai servizi e aumenti tariffari al massimo consentito, il Comune è rimasto al verde . Sarà forse a causa delle ingenti spese di “RAPPRESENTANZA” operate dal sindaco? oppure delle modalità contabili che la stessa Corte giudica inadeguate? Oppure entrambe le cose?  Fatto sta che praticamente il Comune è fallito. Allo stato attuale le ipotesi in campo sono due entrambe dolorosissime per i cittadini. La prima: continuare fino a fine consiliatura accelerando la corsa  verso la totale e definitiva  svendita in saldo  della città , con la quasi certezza di finire in dissesto.  La seconda: bocciare senza appello  l’operato delle giunte Ottaviani, per accedere subito alla pur dolora procedura di dissesto,  in cui sarà il giudice contabile a stabilire i piani di rientro. La scelta per il bene di Frosinone  è difficile perché in entrambi i casi si tratterebbe di far pagare ai cittadini prezzi sociali altissimi. Ne parleremo nel corso dell’evento a cui invitiamo i consiglieri comunali e   tutti i cittadini. Per alleggerire la gravità dei temi,  oltre alla presenza di uno stand per  la promozioni di prodotti locali, dalle ore 21,00 dopo il dibattito avrà luogo il concerto del gruppo Whistle Jazz Band. Vi aspettiamo numerosi.

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Alla cortese attenzione degli spett.li  consiglieri:

Christian Bellincampi, Massimo Calicchia, Fabrizio Cristofari, Marco Mastronardi, Angelo Pizzutelli, Stefano Pizzutelli, Daniele Riggi, Alessandra Sardellitti, Vincenzo Savo,  Fabiana Scasseddu, Norberto Venturi, Vittorio Vitali.

Ci rivolgiamo a Voi in qualità di membri d’opposizione del consiglio Comunale di Frosinone. Nei prossimi giorni, comunque entro e non oltre  il 31 luglio, sarete chiamati a votare il bilancio consuntivo per l’anno 2019 ed il previsionale per il triennio 2020-2021-2022. L’approvazione dei  documenti finanziari è l’atto politico più importante, perché incide direttamente sulla quotidianità dei cittadini. Ma questa  consultazione riveste una rilevanza oltremodo decisiva e senza appello  sulla tenuta finanziaria dell’ente. Ciò a seguito  della  deliberazione n. 7/2020/PRSP della sezione regionale per il Lazio della Corte dei Conti.

Nel documento, in cui i giudici contabili effettuano la verifica semestrale sul corretto svolgimento  del Piano di Riequilibrio Economico e Finanziario,  concordato dal Comune con la Corte dei Conti   nel  2013, si certifica che  l’entità  debitoria dell’ente nel  2018 è rimasta immutata  rispetto al  2013. Ovvero nonostante i licenziamenti di lavoratori nelle attività  di pubblica utilità, tagli  alla  scuola,  ai servizi sociali in genere, aumenti al massimo  consentito di  tutte le tariffe, cioè nonostante la spoliazione dei diritti dei cittadini, la situazione debitoria del Comune è rimasta inalterata con un aggravio  di passività per  27milioni  emerso  da un errato accertamento dei residui attivi e passivi effettuati nel 2015.

 La Corte dei Conti nella deliberazione sopra richiamata, oltre a contestare  al comune errate modalità di contabilizzazione delle poste di bilancio, certifica un debito di  5.375.000 euro, per il rientro del quale la giunta propone il solito piano di tagli su asili, mobilità scolastica, personale, attività cultuali. Una pianificazione rigettata dalla Corte stessa che reputa inadeguato  il piano per un  ripianamento che non deve contemplare  esclusivamente i  soliti tagli alla spesa sociale  ma ricostruire puntualmente  le dinamiche debitorie e porvi rimedio attraverso una nuova e corretta riqualificazione del debito.  Non solo, i giudici contabili impongono di adottare i giusti correttivi, con interessamento dell’intero consiglio comunale,  entro il 31 luglio , pena l’apertura della procedura di dissesto .

La giunta comunale, attraverso le delibere  118 del 14 maggio, 127 del 20 maggio e 137 del 28 maggio, ottempera alla prescrizione di una corretta redazione del quadro  contabile, a seguito della quale, però,  il debito sale dai 5.375.000 certificati dalla Corte dei Conti a 8.262.618. Lo stesso ente, nelle dichiarate delibere,  propone di distribuire il piano di rientro nel previsionale triennale 2020-2021-2022, anziché porlo a consuntivo nel 2019 come richiesto dalla Corte,  strutturando un ripianamento comprensivo  con i soliti tagli al personale, riduzione delle spese per , citiamo testualmente, “BIBLIOTECA, MUSEO, SCUOLABUS, ECC.” dove spicca per precisione contabile  la voce definita come “ECC.”

 Rispetto alla proposta  di rientro, presentata in risposta al decreto della Corte dei Conti,7/2020   risalta  la voce “RINEGOZIAZIONE DEI MUTUI” per un importo totale di 2.663.868. Un azione che non si sostanzia  nell’abbattimento della quota interessi, ma consiste nel  semplice posticipo delle scadenze dei ratei attuali a valere per gli anni a venire . Dunque si tratta di un semplice spostamento in avanti del debito e non una sua reale diminuzione.

Stante la descritta situazione, voi consiglieri comunali sarete chiamati a votare sul fallimento della città. Un fallimento che si realizza, oltre che per una gestione amministrativa, a dir poco allegra e disattenta,  soprattutto a seguito delle ingenti spese di “RAPPRESENTANZA” per usare  un eufemismo , operate dal sindaco :  la compartecipazione , non richiesta, all’opera di un privato , leggi  stadio, lo spreco di costi del Parco del Matusa, inaugurato, tre o quattro volte, il festival dei conservatori, unica ed esosissima espressione culturale del Comune, oltre ad altre approssimative manifestazioni goliardiche,  le faraoniche rappresentazioni della passione vivente, solo per citare alcune  delle tante perle di questo comune, e, da ultimo, il “rent to buy” del palazzo della Banca d’Italia la cui acquisizione, a seguito  di  un affitto annuale  di 135mila euro è vincolata ad una quota finale di 2milioni di euro da corrispondere fra dieci anni. Condizione, alla luce delle situazioni  contabili emerse, di fatto irrealizzabile

Per questo Vi invitiamo, anzi riteniamo Vostro dovere, richiamandoVi alle responsabilità di consiglieri, a confrontarVi nel merito con la cittadinanza tutta in un’assemblea pubblica che avrà luogo il 26 giugno prossimo a partire dalle ore 18,00 in Piazza Garibaldi. Inoltre è nostra opinione che nel corso della votazione, sia necessario un atto di  coraggio politico: votare in dissenso alle delibere di giunta per il bilancio. Perché le alternative sono: o il prolungamento e l’inasprimento dei piani lacrime e sangue ai danni dei cittadini, o l’altrettanto dolorosa apertura della procedura di dissesto.   Con la differenza che nella seconda ipotesi la rimozione del debito è certa. Con la possibilità ,a medio termine,  di   inaugurare  una nuova stagione politica in cui si potrebbe ripensare la funzione del Comune come ente  democratico di prossimità con ampie aperture alla partecipazione dei cittadini.

Distinti Saluti.

 Comitato Rigenerare Frosinone.