Frosinone 25/1/2026
Il 22 gennaio è venuta a mancare Maria Grazia Fanfarillo, persona che ha lambito la storia dell’Associazione Oltre l’Occidente in vari momenti e che ha lasciato alla città una eredità importante ma scomoda.
Probabilmente per sua volontà, la cerimonia funebre si è tenuta presso l’Associazione Ver.Bene, che ha per scopo l’elaborazione, la promozione e la realizzazione di progetti di solidarietà sociale con particolare riferimento a quelli volti alla difesa della dignità e dei diritti delle persone con sofferenza mentale e dei loro familiari, garanzia della tutela della salute mentale e del benessere della società tutta. Un luogo fortemente voluto e costruito negli ultimi anni come luogo di accoglienza e condivisione di un’altra salute mentale.
Non è un caso quindi che la cerimonia si sia svolta nell’ambito di questa ultima iniziativa che Maria Grazia aveva portato avanti. Il suo tragitto è stato in crescendo. Dopo tanti anni alla ricerca di una soluzione individuale ai pressanti e irrisolti problemi quotidiani, immaginando che le vicende relazionali abbiano una medicina per risolversi, è giunta a fare il percorso contrario. Dalla collocazione del problema nell’ambito di una dimensione individuale, familiare, a quella della sua proiezione in ambito collettivo dove il punto di vista si tramuta e molte cose appaiono più chiare e trasparenti, senza illusioni di scorciatoie possibili.
Così è venuta a contatto con gruppi associativi e familiari che condividevano lo stesso problema: sufficiente per affrontarlo? No, non era sufficiente. Le successive prese d’atto del difficile rapporto con le istituzioni hanno avviato una nuova fase nella riflessione di Maria Grazia: bisognava creare uno spazio autonomo, una volta detto di contropotere.
Allora ha immaginato un modo diverso di organizzarsi…. Un luogo fisico, una sede autonoma dove poter coinvolgere, condividere, partire. Così è stato. Associazione Ver.Bene, che si impegna all’accoglienza e all’ascolto dei familiari e degli utenti della salute mentale, dove affrontare il tema in modo libero e scevro da condizionamenti. E ancora un luogo dove tutti devono sentirselo loro, dove tutti devono essere protagonisti e dove tutti possono avere voce. Da qui l’adesione al movimento Le parole ritrovate dove la sofferenza dell’individuo e della famiglia è al centro e dove il recupero di chi soffre avviene attraverso la libertà di parola, il confronto tra pari e l’inserimento in una comunità che lo comprende.
Ha bisogno di risorse economiche. Non si spaventa. Trova modo di raccoglierne e individua fonti di contribuzione a partire dall’8xmille della chiesa valdese.
In più questo luogo è situato in viale Grecia, quartiere difficile, problemi quotidiani a non finire. Niente paura Maria Grazia si lascia coinvolgere e lavora, anche durante il periodo covid, per aiutare e essere a disposizione.
Si mobilita per la nascita della Consulta della Salute mentale, organismo oggi ancora in vita, di cui lei rifiuta la presidenza alla luce della sua salute, ma che avrebbe voluto che funzionasse in maniera decisa e puntuale…. Vedremo….
E ancora. L’uscita dall’ambito provinciale e la proiezione nazionale dell’Associazione, nel condividere insieme ad altre realtà il cammino per un’altra salute mentale. Ecco che appena un anno fa CENTOTTANTAMICINPIÙ: Una giornata costruita a più voci: persone con esperienza diretta, operatori, familiari, volontari e cittadini che hanno scambiato pensieri e riflessioni e condividono le buone pratiche messe in atto nei diversi territori. Iniziativa pubblica dove coinvolge anche realtà nazionali. L’ospitalità è ricambiata. Si va in giro per l’Italia…. E ci vanno i protagonisti, quelli che vivono i problemi, che bisogna ascoltare, ma che invece spesso sono silenziati quando parlano “gli esperti”.
Una volontà dinamica di autorganizzazione tipica di un tempo passato, ma che l’onestà intellettuale, l’umiltà della ricerca, la necessità di dare anche a sé un segnale positivo pone Maria Grazia in ambito di recupero di responsabilità in un mondo invece dove regna sovrana la deresponsabilizzazione e la chiusura in se stessi nella religione del consumismo.
Un segnale raro per questa città; un segnale forte che segna un passo in una direzione comunitaria per la nostra realtà disgregata. Chi di noi se ne è accorto e se ne accorge? Quale istituzione è in grado comprendere e di sostenere questi percorsi? Quali scolarizzati, acculturati, professionisti, cambiano tono alle loro elugubrazioni e tornano ad urlare contro l’esclusione, l’emarginazione, contro l’abbandono e la sofferenza?
Maria Grazia ha indicato una strada, a noi seguirla.




Intervento di Maria Grazia Fanfarillo dopo il 60′.