Dopo le iniziative primaverili prosegue l’anno pasoliniano con nuovi incontri dal titolo PETROLIO che ha nell’affrontare la lettura del testo il leitmotiv di tutta la serie di iniziative
A questo proposito si sta costituendo un gruppo di lettura aperto CORPO A CORPO CON PETROLIO, i cui primi materiali sono a disposizione nella pagina https://pasolini.oltreloccidente.org/corpo-a-corpo-con-petrolio/.
Per la presentazione e organizzazione del gruppo di lettura incontro il 31 ottobre ore 18.30 nella sede della biblioteca di Oltre l’Occidente.
Chi vuole partecipare può prenotarsi può inviare mail a oltreloccidente@libero.it.
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Corpo a corpo con Petrolio è un progetto di lavoro e ricerca che, dal 31 ottobre 2025, presso la Biblioteca di Oltre l’Occidente, avrà come momento centrale un percorso di lettura collettiva delle pagine del romanzo postumo di Pasolini.
Gli incontri, da tenere in presenza, ma con la possibilità di interventi da remoto per chi ne sia occasionalmente impossibilitato, avranno alcuni (pochi) punti o snodi qualificanti intorno ai quali il lavoro individuale e di gruppo andrà a portare la propria riflessione critica, le proprie conoscenze e le conseguenti proposte operative da adottare negli incontri successivi.
I punti/snodi del percorso saranno:
- La lettura collettiva;
- La discussione a seguire;
- L’individuazione dei temi che la lettura avrà evidenziato;
- La ricerca di materiali d’archivio e bibliografici presenti già in Biblioteca;
- La disponibilità di approfondire individualmente, nel corso della settimana, i temi evidenziati e di darne un resoconto negli incontri successivi.
Ulteriori indicazioni relative ai singoli punti.
La lettura collettiva. Essa seguirà l’attuale disposizione, messa a punto secondo criteri filologici, pubblicata nelle edizioni Einaudi, Mondadori e Garzanti (quest’ultima, attualmente la più completa). Si sceglierà quindi, per una questione di comodità, una lettura progressiva (pur tenendo conto che il testo conservato era ancora a uno stadio progettuale), ma senza velleità di ortodossia: ove lo si riterrà necessario, infatti, si potrà concordare di saltare a pagine/appunti/capitoli situati in varie parti del testo; così come si potranno rileggere (in considerazione di nuove scoperte) pagine precedentemente già lette.
La discussione e i temi individuati. Questo punto richiede che le persone intervenute contribuiscano a sviscerare del testo i vari piani interpretativi. Se ne suggeriscono alcuni: il piano formale e stilistico; la dimensione storico sociale dell’epoca descritta e di quella in cui Pasolini scrive; i riferimenti culturali e mondani (ovvero di costume); le opere pasoliniane coeve, nonché gli interventi pubblici e le relazioni (di affinità o di scontro) intrattenute da Pasolini con gli altri intellettuali; gli aspetti psico-antropologici; la descrizione e la morfologia dei luoghi e dei territori rappresentati. Deve ritenersi imprescindibile inoltre il confronto con la realtà contemporanea, ovvero con le tracce che da Petrolio arrivano ai giorni nostri, verificando se e quante delle intuizioni/visioni di Pasolini abbiano trovato conferma oggi. Ma soprattutto qui entra in gioco:
La ricerca dei materiali d’archivio e bibliografici della Biblioteca di Oltre l’Occidente. Un filo nero lega le vicende degli anni Settanta anche e soprattutto con la Ciociaria, da Licio Gelli a Ciavardini. È il filo di quell’eversione dei principi democratici che si innesta (a dispetto dell’apparato conservatore e tradizionalista di cui vorrebbe farsi restauratrice) con la disgregazione delle culture e dei tessuti sociali a favore dell’integrazione omologante del capitale. Questo filo passa anche attraverso il corpo di Pasolini, quelle sue disiecta membra che il nostro progetto di lavoro e ricerca intende rimettere insieme, non per produrre una parvenza corporea mummificata buona per le commemorazioni e il merchandising, ma per ricostruire il primo di molti frammenti di un corpo collettivo, una forma di rinnovamento della partecipazione in vista di un altro modello di società.
Ecco perché la lettura dovrà portare (qui consiste tutto il dramma vero di tale impresa) a una nuova espressione individuale e collettiva di sé, quel sé occultato sotto la comoda coperta dell’omologazione e dei bisogni indotti. Questa espressione non potrà che essere in contraddizione con le imperanti forme di massificazione culturale pur usandone gli stessi strumenti: la scrittura, la drammaturgia e la performace teatrale, il cinema, la fotografia etc etc…
