Hasta la victoria compagno Durante

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La stagione dell’amore viene e va, dice una canzone, quella delle lotte pure…. Ma chi si incontra sul campo per  una lotta sociale, una battaglia civile e ci aggiunge un orizzonte di cambiamento, condivide un sentimento che non va più via, pur se passano gli anni.

Vincenzo era “un puro” uno per il qual si può affermare che la lotta di classe non fosse oggettivata, ma era soggettiva, piena, coinvolgente.

C’era un prezzo che pagava che agli occhi della borghesia appariva alto, impensabile, inutile. Ma Vincenzo non era un borghese e la rappresentazione della lotta non era a loro diretta. Le sue lotte erano vissute, per il popolo, per una idea di uguaglianza e di coscienza. Davano significato ai valori della resistenza e del comunismo.

Vincenzo ha colto tra i primi la precarietà che il pacchetto Treu apriva nella società, che avrebbe definitivamente rotto quell’alleanza tra partito e lavoratori. Con la battaglia dei disoccupati e degli LSU insieme uniti, si è costruito nella ns provincia un fronte di lotta che presto è diventato nazionale e che ha visto coinvolgere migliaia di persone nel sud ma anche nel nord.  Una stagione che racconteremo.

Insieme avemmo l’occasione di confrontarci con i movimenti napoletani, i quali ci insegnarono tante cose anche riguardo la dignità e durezza della lotta. E soprattutto che la lotta o è di massa e per la classe o non è, è individualista, autoreferenziale.

Attraverso l’Associazione In marcia  per il lavoro quelle battaglie locali, diffuse, sono arrivate in Europa per contrastare la deriva iperliberista. Colonia, Bruxelles, Amsterdam, Barcellona, Parigi, Nizza, ad ogni vertice una rappresentanza di cui Vincenzo faceva parte svolgeva un contro vertice e poi una manifestazione contro l’Europa dei potenti e dei mercati.

A Parigi ci accolse una banda con Bella Ciao, ci fecero parlare in una delle più belle sale della tradizione sindacale francese. Vincenzo ci rappresentò in tour attraverso la Francia per l’Europa sociale insieme a belgi, spagnoli, francesi, svizzeri, olandesi, irlandesi, tedeschi. Fino a Nizza dove si concluse con una manifestazione eccezionale.

Vincenzo fece parte di quel movimento globale che marciava contro l’esclusione, contro i beni comuni, contro il capitalismo. E a Genova, che ricorre il 20ale, non poteva mancare . E vi è entrato da protagonista, insieme a tutto il movimento provinciale, che in quel momento ha rappresentato una delle punte della lotta nel ns paese. Dalla provincia arrivarono organizzate, movimenti e sindacato di base, almeno 120 persone, e tornarono sane. (Vincenzo è sempre stato una persona prudente e responsabile, mai ha ecceduto o confuso gli obiettivi della lotta).

Quella stagione ha portato a migliaia di stabilizzazioni lavorative. Altro che la lotta non paga. Certo la sintesi, prodotto di tesi e antitesi non è mai come si immagina, ma è un sempre un passo in avanti. Tu però spesso rimanevi indietro. D’altronde qualcuno doveva pagare quel prezzo e mantenere fede alle aspettative della classe.

Ma Vincenzo era un puro. E come tale non poteva abbandonare la sua Cassino, le battaglie locali. Che senso ha la politica nazionale o internazionale se nella tua terra non riesci a modificare nulla? La stagione della crescita del movimento, respinto a Genova, la pesantissima crisi economica intervenuta , ha spinto tutti a tornare nei propri territori, nella speranza che ci si riallineasse. In parte è avvenuto. Ma non Vincenzo che essendo classe in sé non poteva che difendere i diritti del suo mondo. E ha continuato in una esperienza addirittura di consigliere comunale, svolto ovviamente in controtendenza dall’aspettativa borghese, soprattutto quando parlava di bilancio, di acqua, di casa, di dignità….

Ci siamo incontrati in quella maledetta mattina dello sgombero delle 18 famiglie dagli appartamenti vuoti del ministero. Centinaia di poliziotti a contrastare un diritto sacrosanto. L’amarezza di Vincenzo era profonda. Ma era riuscito a mettere clamorosamente in evidenza palesemente quello che altri sussurravano: la contraddizione del mercato e dei suoi apostoli.   

La stagione dell’amore tornerà. La stagione delle lotte pure Vincenzo. Hai tracciato la strada, hai lasciato tanti segnali. Qualcuno seguirà le tracce. D’altronde la democrazia, l’uguaglianza, il diritto al lavoro senza la lotta non hanno cittadinanza, non sarebbero proprio contemplati nel linguaggio borghese.

Le Associazioni di Frosinone Oltre l’Occidente, Blog Aut, Aipa, Tribunale dei Diritti del Malato, il Comitato di Lotta per il lavoro, e i compagni di tante iniziative, Sabrina, Andreina, Bruno , Severo, Paolo, Gigi, i compagni dei COBAS e tanti tanti altri, ti salutano, compagno Vincenzo,  e si impegnano a conservare, nella nostra provincia dove vige una dilagante indifferenza, la memoria di quello che sei stato: delle lotte, del tuo spirito, della tua infinità disponibilità.

Hasta la victoria compagno Durante.