Il potere del nuovo fascismo

Venerdì 27 marzo presso la Biblioteca di oltre l’Occidente in largo Paleario 7 in Frosinone, ore 18, in diretta video sulla pagina associativa nell’ambito delle iniziative per il 50 ennale della morte di Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Filippetta e Daniele Piccione si confronteranno sul tema IL POTERE DEL NUOVO FASCISMO, alla luce della lettura del libro Petrolio, di cui segue un estratto.

L’Italia era avviata verso l’Edonismo del Consumo. Un fascista edonista era una contraddizione in termini. Il Potere era preso [nell’empasse] di questa contraddizione. Che direzione avrebbe imposto…? Una più decisa svolta a destra, oppure una più reale svolta a destra, lungo le lunghe strade della democrazia tollerante?

Pasolini, Petrolio Appunto 59 “Passaggio di tempo”

La serata si struttura con un confronto tra la platea e gli interlocutori sul tema del nuovo fascismo desunto anche dalla lettura del libro di Pasolini Petrolio.

Petrolio evoca un pantano di liquido nero oleoso, vischioso che spande inesorabile sulla Terra la sua indecente e maleodorante coltre sulla bellezza della Natura. Il potere scivola e invade ogni spazio, subdolo si insinua nelle nostre menti fragili e le corrompe, proprio come questo elemento naturale.

Petrolio è anche e soprattutto “oro nero”, il potere economico che ha destrutturato e destruttura la società mondiale e che la riscrive quotidianamente con sangue umano.

L’opera Petrolio introduce il susseguirsi dei golpe italiani, la cui formulazione è speculare a quella degli articoli apparsi sul Corriere Della Sera, e quindi a quel Pasolini eminentemente politico che parla dello stragismo (Il romanzo delle stragi) e del nuovo fascismo che agisce affinché predomini l’omologazione culturale.

Daniele Piccione, nel libro La lunga notte dell’idroscalo, accanto al tentativo di ricostruire i fatti, fa esplicito riferimento, a proposito dell’esecuzione del poeta, a una sorta di “spia di significanza”: il potere sembra costruire un vero e proprio meccanismo atto a creare una cortina fumogena intorno all’assassinio di Pasolini, (nell’appunto 103, l’assassinio dell’uomo morente è fumoso), così come per altri casi omicidiali: (Sindona, Vittorio Occorsio, eccetera). La domanda è: il Potere “occulto” cosa vuole colpire veramente? Ed è già solo questa la strategia della tensione, sebbene pianificata nei confronti di singoli sui quali ricade la colpa di avere per primi tentato di decostruire i meccanismi del potere politico, religioso e militare?

 Allo stesso modo, Giuseppe Filippetta interviene sul quadro storico sugli anni della strategia della tensione e sull’avvento del nuovo fascismo, tenendo conto di come il suo saggio sembri dare ordine a quell’opera frammentaria e senza centro che è Petrolio, che Pasolini, prima di tutti, aveva compreso “in presa diretta”: l’idea, cioè, che lo stragismo mirasse innanzitutto al mantenimento di uno status quo comunque operante fin dalla nascita della Repubblica, cioè di un sistema dove le regole esistono ma non governano davvero e dove il principio guida sembra essere quello di stabilizzare attraverso l’instabilità.

Il pensiero del potente (Fascista) è ancorato nel tempo Passato, la cui stabilità alimenta le sue certezze e tutte le sue azioni sono gattopardesche, che tutto muti affinché nulla cambi. Nello stesso tempo, la forza del consumismo, espressione della sua potenza (fascista) spinge alla continua corsa al futuro, verso uno stile di vita che identifica il piacere come il fine supremo dell’esistenza umana. Pier Paolo mi suggerisce la risposta sottovoce: la contraddizione è risolta, ora ci sono i borghesi. Il neo fascismo è qui, tra noi

Il corpo di Pasolini quindi è un corpo (e un corpus) eloquente nel suo silenzio e drammaticamente silente nella sua eloquenza: si allinea accanto ai morti di strage. Morti che hanno attraversato gli anni Settanta su quel crinale in cui il vecchio fascismo ha incontrato il nuovo, in cui i rapporti tra Stato e anti-Stato non sono mai stati così ambigui, in cui il pensiero critico si è sfaldato sotto la patina unificante e consolatoria dell’opinione mediatica.

Giuseppe Filippetta, frusinate doc, nato a Frosinone nel 1962 e frequentante tutte le scuole di ogni ordine e grado in città, già Direttore della Biblioteca ‘Giovanni Spadolini’ del Senato della Repubblica e dell’Archivio storico del Senato della Repubblica, autore di numerosi saggi di storia, storia del pensiero giuridico e diritto costituzionale, tra i quali I costituzionalisti e la Resistenza (2018),  L’estate che imparammo a sparare. Storia partigiana della Costituzione (2018), e ultimo  La repubblica senza stato, L’esilio della Costituzione e le origini della strategia della tensione, ultimi due pubblicati con la casa editrice Feltrinelli; 

Daniele Piccione, Consigliere parlamentare del Senato della Repubblica, insegna Istituzioni di diritto pubblico e diritto pubblico avanzato presso l’Università Unitelma di Roma. Ha pubblicato numerosi scritti di diritto costituzionale, diritto parlamentare e diritto amministrativo. È autore dei volumi monografici Libertà costituzionali e giudice amministrativo (Jovene, 2009) e Il pensiero lungo. Franco Basaglia e la Costituzione (Alpha Beta Verlag, 2013). Ha recentemente pubblicato La lunga notte dell’idroscalo Il delitto Pasolini, pubblicato da Mimesis edizioni nel 2025. E’ in procinto di pubblicazione Quel che resta del buio. Vittorio Occorsio nel cuore della Repubblica, Mimesis 2026

https://www.mimesisedizioni.it/libro/9791222321172

https://www.mimesisedizioni.it/download/18424/08c0164af807/samuele-nava-la-provincia-2-novembre-2025-lultima-notte-di-pasolini-il-massacro-premeditato-su-la-lunga-notte-dellidroscalo-di-piccione.pdf

Intervento completo

Gli interventi di Minotti, Filippetta e Piccione

2a parte Gli interventi