Nell’ambito delle iniziative di informazione e sensibilizzazione finalizzati a diffondere la cultura di prevenzione e contrasto alla violazione dei diritti dell’infanzia, la Biblioteca di Oltre l’Occidente presenta tre incontri dal titolo Diritti dell’infanzia e nuove problematiche
Il 23 maggio alle ore 17.30 Incontri di sensibilizzazione della cittadinanza su “Minori e nuove tecnologie”. Presentazione del libro di Valerio Simonelli “Le videodipendenze nei bambini e negli adolescenti” con la presenza di Davide Fischanger.
Internet, i social network e i mass media sono passati da essere un mero mezzo nelle nostre mani a vera e propria sovrastruttura della società e, in quanto tali, appare difficile approcciarsi ad essi in maniera totalmente
inconsapevole e disinteressata. L’industria dei social network e dei videogiochi spinge l’acceleratore su profondi elementi neurobiologici, stressandoli e rendendosi sempre più attraente e falsamente appagante. Il nostro scopo è capire e comprendere tutto questo e decidere cosa fare in questo nuovo mondo digitale….
Valerio Simonelli è un medico, neuropsichiatra infantile che si forma presso la scuola di specializzazione dell’ Istituto Scientifico per la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza – IRCCS Stella Maris con sede a Calambrone in provincia di Pisa – istituto prestigioso perché l’unico riconosciuto da parte del Ministero della Salute per queste discipline e che, proprio a seguito della sua formazione professionale, decide di affrontare una problematica ricorrente nel curare i suoi pazienti con la divulgazione.
Attualmente Simonelli lavora sul territorio nel Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva (TSMREE) del distretto D dell’ASL di Frosinone e dedica quindi la sua competenza nel curare bambini e adolescenti con varie problematiche.
Il volume, edito da Alpes, una piccola casa editrice di Roma, è il risultato di una considerazione scientifica ben definita: le videodipendenze si sviluppano nei bambini e negli adolescenti perché la società spinge a farli diventare consumatori di un prodotto dietro cui vi è un grande business, ma possono essere la spia di qualche altra patologia.
Un esempio rappresentativo è che se ad alcuni pazienti che, a seguito di un intervento chirurgico, per sopportare il dolore gli vengono somministrati degli oppiacei, tuttavia, dopo questo periodo critico, non ne diventano dipendenti e non ne fanno più uso. Questo vorrebbe dire che non basta il semplice uso di una “droga” per sviluppare una dipendenza.
Fatta questa considerazione, è lecito domandarsi: “Eppure, vi sono ragazzi che non si staccano dai videogiochi anche se avrebbero da fare qualcosa di più divertente?!” Qual è la spiegazione di questo diverso atteggiamento?!
Da una parte ci potrebbe essere un motivo di neuroscienza ovvero biomedico relativo alla carenza di specifici componenti nell’individuo; tuttavia, sono altresì spie di particolari di alcune patologie come, ad esempio, il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività, detto ADHD, oppure del disturbo dello spettro autistico.
Il volume vuole essere una guida per i genitori, ma anche per gli insegnanti che rilevano nei loro figli e nei loro studenti queste problematiche e che non devono sentirsi isolati nell’affrontare queste situazioni.
L’argomento molto complesso potrebbe essere oggetto di una trattazione scientifica molto ampia e articolata mentre l’autore riesce a scrivere in maniera “ridotta” di questo argomento e di trattare dei casi clinici, in maniera semplificata, solo nella terza parte del volume.
Il Simonelli vuole, in questo modo, invitare gli adulti coinvolti ad intervenire subito perché il bambino o l’adolescente che viene visto da un neuropsichiatra in tempi circoscritti, appena si rileva la problematica, ha maggiori possibilità di aiutare il ragazzo in un percorso che lo porterebbe nell’età adulta a condurre una vita in molti casi di qualità.
Il volume, quindi, è un invito a intervenire e a non sottovalutare in caso vi sia un dubbio e per il quale tutti devono fare la loro parte nei ruoli a loro preposti genitori, insegnanti e operatori sociali, perché dietro una videodipendenza potrebbe esserci una patologia più complessa.
Un libro interessante per la sua semplicità nel trattare un problema molto delicato e complesso, per cui bisogna maturare la dovuta consapevolezza e affrontarlo con tempestività e che a volte diventa il punto di forza di una diagnosi precoce.
Non da ultimo l’autore segnala che l’uso dei videogiochi in maniera consapevole può sviluppare delle capacità nell’uso della robotica e delle nuove tecnologie, diventando quindi un arricchimento per l’individuo nella scelta di determinate professioni e nel loro svolgimento.
Ogni strumento innovativo deve essere usato nella corretta misura.
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Nonostante i pericoli, l’uso delle tecnologie che più recentemente è stato fatto, come strumento didattico e pedagogico, appare un fenomeno irreversibile e sarebbe irrealistico pensare che possa essere vietato ai minori; l’astinenza digitale non appare un’opzione praticabile in concreto neanche per i bambini dato che anche l’istruzione viene loro impartita sempre più online.
La sfida è quella di rendere quanto più sicuro possibile l’uso della tecnologia, che si sviluppa rapidamente, creando nuove opportunità e nuovi rischi soprattutto per gli utenti più vulnerabili come i bambini?
i telefoni cellulari, ad oggi, sono posseduti e utilizzati dal 68% della popolazione mondiale (We are social, 2023) In Italia, l’80% dei bambini e delle bambine dai 3 ai 5 anni sa interagire con lo smartphone dei propri genitori (Genta, 2021) e l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19 ha fatto registrare un aumento d’uso personale dei cellulari. Prima della pandemia avevano un cellulare il 9,2% dei bambini e delle bambine da 1 a 5 anni, ora lo possiede il 14,5% (Picca et al., 2021). Sempre secondo Picca et al. (2021) il 58,4% dei bambini e delle bambine (tra i 6 e i 10 anni) possiede un device, percentuale più alta (23,5%) rispetto al periodo del primo lockdown (Marzo-Maggio 2020).
Come sottolinea Carr (2010), il dilemma che stiamo vivendo è che le tecnologie diventano estensioni di noi stessi, mentre noi stiamo diventando estensioni delle nostre tecnologie. Per questo è di fondamentale importanza focalizzarsi sull’impatto che i digital device hanno sull’infanzia e sull’adolescenza così da attuare strategie che limitino i danni derivati dal trasformare le reali esperienze di crescita esclusivamente in esperienze virtuali, che si vivono davanti a uno schermo (Riva, 2019).
Dal punto di vista clinico l’uso dei touchscreen può influenzare l’apprendimento in generale, diminuendo le capacità di attenzione e le performance cognitive dei/lle più piccoli/e (Desmurget, 2020). Diversamente, l’apprendimento linguistico può essere facilitato dalla visione di video (Ebbeck et al., 2016) e dall’uso di applicazioni educative, ma solo in presenza del genitore (Chiong & Shuler, 2010; Linebarger, 2014). Secondo Schmidt et al., (2008), lo sviluppo neuronale del/lla bambino/a può essere influenzato anche dalla televisione lasciata accesa in sottofondo che può impattare sulla qualità della relazione genitore-figlio/a, sui livelli di attenzione e sulla qualità delle relazioni sociali, più in generale (Pagani et al., 2010). Data l’elevata plasticità del cervello dei bambini e delle bambine (Oliverio, 2017) questo può subire dei cambiamenti in risposta alle esperienze esterne e possono insorgere anche cambiamenti transitori di umore o eccitazione (Bavelier er al., 2010).
A nostro parere, dunque, risulta necessario continuare a far si che i bambini e le bambine possano sperimentarsi costantemente anche nel contesto offline, muovendosi autonomamente all’interno del proprio quartiere per recuperare la relazione con esso, sviluppare un senso di appartenenza e di comunità, e vivere esperienze di gioco libero con i coetanei e le coetanee. Privare parzialmente o totalmente i bambini e le bambine di questa possibilità li può esporre a dei rischi evolutivi che riguardano la non acquisizione di regole relazionali e strumenti cognitivi che permettono loro di gestire efficacemente le relazioni con i/le loro pari, di affrontare le situazioni reali anche complesse individuando strategie vantaggiose e di avere fiducia nelle proprie competenze (Notte & Renzi, 2022).
Materiale per un dibattito
Protezione dei minori online, il nodo che il dibattito ignora
https://centroriformastato.it/protezione-dei-minori-online-il-nodo-che-il-dibattito-ignora/
PROTEZIONE E AUTODETERMINAZIONE DEL MINORE NELL’AMBIENTE DIGITALE https://www.rivistaoidu.net/wp-content/uploads/2025/07/2_COSCO.pdf
Bambini e bambine davanti a uno schermo: qual è l’impatto della
tecnologia sul loro sviluppo?
IL TRATTAMENTO DEI DATI DIGITALI DEL MINORE
https://revista-aji.com/wp-content/uploads/2023/01/47.-Daniella-Marcello-pp.-1304-1317.pdf
La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione














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Il 26 giugno Sensibilizzazione della cittadinanza su i minori nelle migrazioni: “I minori nelle migrazioni contemporanee” con la presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2025. presentazione di Ivan Di Santo.
Ginevra Demaio e Camilla Pangallo, del Centro Studi e Ricerche IDOS, affronteranno il tema da due punti di osservazione:
- il livello nazionale, sulla base dei dati dell’ultimo Dossier Statistico Immigrazione,
- il livello del Lazio e, al suo interno, del frusinate anche alla luce della nuova edizione dell’Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio. Ventunesimo Rapporto, che affronta il fenomeno con un focus mirato sul Lazio e le sue province,
- Interviene Maria Cristina Papitto del Centro Servizi del Volontariato.
Che cos’è il Dossier?
Un rapporto che sviluppa un’analisi socio-statistica a tutto tondo dell’immigrazione in Italia. Realizzato grazie al sostegno dell’Otto per mille della Tavola Valdese e dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, oltre che di una serie di strutture pubbliche e private, nazionali e regionali, il Dossier si compone di una vasta gamma di capitoli tematici riuniti in cinque sezioni principali: alla prima, dedicata al contesto internazionale ed europeo, seguono quelle che esaminano, rispettivamente, le caratteristiche dei flussi migratori e della presenza straniera in Italia, le dinamiche di integrazione e inserimento sociale dei migranti nel Paese, l’inserimento occupazionale e il contributo all’economia nazionale da parte dei lavoratori stranieri, il quadro migratorio di ciascuna regione e provincia autonoma.














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In data da stabilirsi Sensibilizzazione della cittadinanza su Diritti umani e diritti dellinfanzia . Incontro su ‘La rappresentazione dei diritti dellinfanzia’ nelleditoria con il coinvolgimento di autori e case editrici. Presenta Davide Fischanger
